Le Sagre di Narcao

Nel nostro paese le sagre erano e sono poche. La più importante è sempre stata quella di San Nicola, il patrono del nostro paese. La festa si festeggiava ogni anno, in Agosto nei giorni tra il 14 e il 18 (attualmente si festeggia tra i giorni 12 e 16 Agosto). La durata della festa variava dai cinque ai tre giorni, dipendentemente dalla quantità di denaro che il COMITATO aveva raccolto, andando di casa in casa e invitando ogni famiglia a dare il proprio contributo.     Il comitato iniziava la questua alcuni mesi prima della data stabilita. I giorni antecedenti alla festa erano dedicati alla preparazione del palco e del grande falò che veniva preparato al centro della piazza della chiesa . A quei tempi non c’erano macchine ma solamente carri trainati dai buoi; i proprietari dei buoi si offrivano per il trasporto dei grossi tronchi da bruciare nel grande falò. Dai paesi vicini arrivavano venditori ed espositori e trascorrevano le notti in compagnia del grande falò che restava acceso per tutta la durata della festa . Oltre che riscaldarsi, arrostivano la carne e la offrivano alla gente.  Anche per i bambini erano feste genuine perché  anche loro potevano divertirsi senza pericolo .  Infatti in questa festa non mancava mai l’albero della cuccagna che era costituito da un palo unto di grasso , alto all’incirca sette metri . Nella sommità veniva fissata una ruota colma di tanti premi per chi riusciva a salire fino alla cima , cosa che si rivelava assai difficile per via del grasso spalmato nel palo. Si cimentavano nell’impresa squadre di giovani che, salivano uno sulle spalle dell’altro, formando una piramide, per facilitare lo scopo. I vari tentativi per raggiungere la cima suscitavano allegria e divertimento per chi assisteva a questa gara. Altre gare erano quelle della corsa nei sacchi, corsa dei cavalli e tiro alla fune, ma il più grande divertimento di tutti era la corsa degli asinelli. Il giorno della processione, a cui partecipavano uomini e donne in costume, il santo si portava sulle spalle o sul carro a buoi. I carri ("Traccas") partecipavano al corteo addobbati di tanti colori e ogni carro aveva un significato: per esempio le massaie che facevano il pane, il mugnaio che faceva la farina. Si girava con il santo per tutto l’abitato; le donne anziane adornavano le strade con i petali di fiori e con rametti di mirto (ramarura). Per tutta la durata della processione si pregava, naturalmente in sardo e si cantavano "Is Coggius" in onore del Santo Patrono. Nella piazza la sera si ballavano i balli sardi al suono della fisarmonica e delle "launeddas" e poi si ascoltavano, seduti sulle sedie che ognuno si portava, i cantatori di poesie dialettali. I cantatori erano invitati dal comitato e potevano essere più o meno famosi; dipendeva sempre dal denaro che il comitato aveva a disposizione. La cosa più attraente ed attesa erano i fuochi d’artificio che venivano preparati in un campetto nella vicinanze del paese e suscitavano tantissima allegria come finale.

STATUA SAN NICOLA

 

SA TRACCA

 

STATUA ANTICA DI SAN NICOLA

 

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